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Venuto al mondo

Un grande profondo amore tra due persone con storie e caratteri diversi: una quasi pariolina e un ragazzaccio ultras genovese. La voglia estrema di maternità e paternità , per rendere completo questo amore. La guerra e la sua violenza più estrema su Sarajevo e sulle sue donne. Un ragazzo figlio del nostro tempo. Sono questi gli elementi principali della storia bella, drammatica e con i suoi colpi di scena che racconta la Mazzantini. Mi è piaciuta e mi ha coinvolto profondamente. La scrittura è particolare e veloce, e nonostante qualche eccesso (paragoni descrittivi, simbolismi e tratti psicologici), che testimonia la grande creatività dell'autrice, lo si legge velocemente.
La storia di Gemma e Sergio e del giovane Pietro è descritta a tempi sfalsati con grande efficacia narrativa. Mazzantini affronta, pur nella prevalenza del racconto, i temi delicati della procreazione assistita e del concepimento frutto di violenza. Non crea eroi, ma personaggi di grande carnalità , sofferenti ma ricchi di amore e in grado di affrontare la morte e il dolore. Il giovane è una grande speranza che riesce a superare la violenza e la guerra, in quanto profondamente amato anche dal padre più estraneo... Non dimenticheremo il "bambino blu", ucciso dal cecchino nell'assedio di Sarajevo. Alla fine un libro di speranza e di fede nella vita.

Margaret Mazzantini, Venuto al mondo, Mondadori 2008

Pubblicato il 1/8/2009 alle 23.4 nella rubrica Libri.

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